La radioastronomia
è nata per caso...

La radioastronomia è nata con Karl Jansky che scoprì casualmente le radioemissioni cosmiche (dicembre 1931) durante uno studio sull'origine dei disturbi atmosferici che interferivano con le prime radiocomunicazioni commerciali a lunga distanza.
La seguente immagine mostra una riproduzione delle registrazioni originali di Jansky che evidenziano i periodici picchi di emissione provenienti dal centro della galassia: questa è stata la prima evidenza sperimentale dei radiosegnali cosmici di origine naturale e la nascita della nuova scienza della radioastronomia.

La "giostra" di Jansky

La famosa "giostra" di Jansky, prototipo del primo radiotelescopio. 


Replichiamo l'esperienza
di Jansky

Nel grafico seguente è riportata la registrazione della radiazione a 20.4 MHz proveniente dal centro della Via Lattea ottenuta con il ricevitore a conversione diretta mostrato nella foto, equipaggiato con una semplice antenna dipolo a mezz'onda con i lobi orientati in direzione NE-SO (particolari tecnici dettagliati si trovano nel volume Radioastronomia Amatoriale.)
La larghezza di banda del ricevitore è pari a circa 834 kHz, assai più ampia di quella che caratterizzava lo strumento di Jansky, centrata sulla frequenza di 20.4 MHz.
I dati all'uscita del ricevitore sono stati elaborati con un PC utilizzando una scheda di acquisizione ad 8 bit ed integrando il segnale rivelato con una costante di tempo dell'ordine di 16 secondi. La registrazione è iniziata dopo un'ora circa dall'accensione dell'apparecchio, raggiunta la stabilizzazione termica del sistema. Solo a questo punto si sono completate le regolazioni di messa a punto. I controlli di guadagno RF e BF del ricevitore sono stati impostati per il corretto livello di sensibilità, tale da scongiurare fenomeni indesiderati di saturazione.

Prototipo ricevitore HF

Prototipo di ricevitore HF 20.4 MHz (larghezza di banda 834 kHz) ad amplificazione diretta. 

Il semplice sistema appena descritto appare sufficientemente sensibile e stabile per captare la radiazione galattica e quella delle principali radiosorgenti non termiche, particolarmente intense a queste frequenze (Cassiopeia, Cygnus...).
La qualità delle osservazioni dipende sensibilmente dal sistema di antenna utilizzato e dal luogo di installazione della stazione ricevente, che deve essere particolarmente libero da interferenze e da disturbi artificiali.

Nelle successive prove di ricezione delle radioonde galattiche, vista la grande estensione angolare della sorgente, si è utilizzata con successo un'antenna Yagi filare autocostruita a 3 elementi sistemata ad un'altezza di circa 3 metri dal terreno e, in seguito, un'antenna Yagi commerciale per radioamatori a 4 elementi modificata per la frequenza operativa di 20.4 MHz.


La radioemissione di Giove

Da successive osservazioni effettuate a differenti frequenze, i radioastronomia hanno caratterizzato la radioemissione complessiva di Giove fondamentalmente come combinazione di due componenti: quella termica, dominante alle brevi lunghezze d'onda, quella non termica prevalente alle maggiori. In quest'ultimo caso sembra che il satellite Io abbia un ruolo molto importante nel "modulare" la radiazione decametrica del pianeta, come è mostrato dalle figure che rappresentano schematicamente il sistema "radiotrasmittente" gioviano.

E' possibile registrare con relativa facilità i radio-burst di Giove utilizzando un ricevitore HF sintonizzato intorno alla frequenza di 20 MHz, collegato ad una semplice antenna a dipolo ripiegato (a mezz'onda) allineata in direzione est-ovest e posta ad un'altezza dal terreno pari ad un quarto d'onda (si veda lo schema riportato sotto).

Il ricevitore deve essere del tipo a rivelazione di ampiezza (AM) senza circuito di controllo automatico del guadagno (AGC) che costituirebbe una sorgente di errore nella valutazione dell'intensità dei segnali. Poichè la banda passante dei segnali ricevuti è relativamente ampia (dell'ordine di un centinaio di kHz), non è di primaria importanza (almeno in una stazione amatoriale) il requisito sulla stabilità in frequenza a breve termine, mentre è molto utile la possibilità di modificare facilmente la sintonia del ricevitore per evitare interferenze da parte di stazioni radio commerciali e radioamatoriali.

Per verificare se il sistema ricevente è sufficientemente sensibile per lo studio dei radio-burst di Giove (a maggior ragione per lo studio di quelli solari, più intensi) si consiglia il seguente test: con l'antenna collegata si sintonizza il ricevitore su una frequenza libera da stazioni regolando il volume audio fino ad ascoltare un forte soffio di rumore.
Si rimuove il cavo di antenna inserendo al suo posto un carico resistivo (con impedenza pari a quella nominale di antenna): se l'apparecchio è sufficientemente sensibile si dovrebbe notare un sensibile calo del rumore di fondo, mentre in caso contrario sarà opportuno inserire un preamplificatore-preselettore RF fra antenna e ricevitore (con banda stretta per evitare fenomeni di intermodulazione e per minimizzare le interferenze prodotte dalle stazioni radio adiacenti).



Questa regione dello spettro radio comprende frequenze nelle gamme MF da 300 kHz a 3 MHz (Medium Frequency) e HF da 3 MHz a 30 MHz (High Frequency), tipicamente utilizzate dai servizi di radiodiffusione commerciali e dai radioamatori.

Esperimenti radioastronomici nelle bande MF ed HF

Come è noto, a causa della trasparenza atmosferica, sono possibili osservazioni radioastronomiche da terra a frequenze minime dell'ordine di 10 MHz (valore ampiamente variabile secondo l'attività solare, la regione geografica, la stagione, il giorno e la notte).
In queste bande sono particolarmente intensi i disturbi di natura artificiale tipici delle zone urbane ed industriali e le radiointerferenze con altre stazioni (commerciali e private) assai numerose ed intense, che rendono problematiche (spesso impossibili) le registrazioni della radiazione celeste.
Ulteriore difficoltà nella ricezione alle frequenze più basse (tale da rendere la banda MF difficilmente utilizzabile per esperimenti radioastronomici dilettantistici) è causata dall'interferenza ionosferica che funge da schermo per la radiazione cosmica, anche se, in periodi di minimo dell'attività solare ed in zone della terra poste ad elevate latitudini magnetiche, la frequenza critica ionosferica può raggiungere valori così bassi (durante la notte) da consentire la sporadica rivelazione della radiazione esterna.

Radio Giove

Tipica realizzazione amatoriale di ricevitore radioastronomico utilizzato per la registrazione dei radiosegnali prodotti da Giove e dal Sole  in banda decametrica (fare click sull'immagine per ingrandirla):
il dispositivo mostrato nella figura precedente è un ricevitore ad amplificazione diretta funzionante alla frequenza di 20.4 MHz con il quale è possibile ricevere la radiazione proveniente dal centro della galassia (Sagittario), i radio-burst di Giove e del Sole.
Il ricevitore è collegato ad un'antenna yagi a 3 elementi (dotata di rotore per l'elevazione e per il movimento di azimut) proveniente dal mercato radioamatoriale e riadattata per lo scopo.
L'acquisizione automatica dei dati è affidata ad una scheda (con ADC a 8 bit) collegata alla porta seriale RS232C di un vecchio computer portatile sul quale è stato installato un semplice programma di gestione scritto in QBasic per DOS.


Osservazioni di Jansky
(fare click sull'immagine per ingrandirla)

Emissione radio della galassia a 20.4 MHz
Registrazione dell'emissione radio galattica alla frequenza di 20.4 MHz (fare click sull'immagine per ingrandirla).

Ogni graduazione sull'asse delle ascisse corrisponde ad un intervallo temporale pari a circa un'ora, mentre i numeri sull'asse delle ordinate rappresentano livelli di intensità relativa (non si è effettuata alcuna procedura di calibrazione per la temperatura equivalente di rumore della radiazione incidente). A parte i disturbi impulsivi dovuti ad interferenze locali, si distinguono facilmente i larghi massimi periodici prodotti dalla radiazione complessiva proveniente da Cygnus, Sagittarius (centro galattico) e Cassiopeia. L'emissione ha un massimo intorno alle ore 03 - 06 locali ed è piuttosto diffusa a causa della scarsa direttività dell'antenna utilizzata (un semplice dipolo filare) che riceve radiazione dall'orizzonte fino allo zenit senza possibilità di discriminare le varie radiosorgenti. 

La ricezione radioastronomica alle frequenze decametriche

Nell'intervallo delle frequenze intorno a 20 MHz, utilizzando attrezzature relativamente semplici come quelle descritte in seguito, si possono condurre interessanti osservazioni sulla radiazione decametrica di Giove che emette potenti, anche se sporadiche, "radiotempeste" di rumore generate dall'interazione delle particelle cariche energetiche con la magnetosfera del pianeta. E' anche possibile tentare la registrazione dei "radioscoppi" solari (vedi introduzione alla pagina Attività solare e geomagnetismo).

Come si è visto, pur utilizzando antenne non troppo direttive (al limite, ma proprio al limite, un semplice dipolo) non è difficile osservare la radiazione del centro galattico, ripetendo le esperienze di Jansky, Reber e dei primi radioastronomi.
Tali esperienze sono particolarmente indicate per gli sperimentatori dilettanti, dato che non richiedono l'utilizzo di mezzi e strumenti particolarmente costosi o complessi da costruire e mettere a punto, od impianti di antenna ingombranti e difficili da installare.
Qualsiasi radioamatore può utilizzare la propria stazione ricevente in banda HF (ammesso che riesca a trovare una "fettina" di spettro libera da interferenze), dotata di antenna yagi orientabile (almeno in azimut) per tentare la ricezione degli intensi burst solari o gioviani.
E' comunque necessaria una buona dose di pazienza, dato che le emissioni hanno carattere sporadico e la localizzazione di un sito di ricezione adatto, collocato in luoghi possibilmente lontani dalle interferenze e dai disturbi artificiali urbani, non sembra, ai nostri giorni, operazione banale.
Il ricevitore deve essere predisposto con un sistema di rivelazione AM ed è indispensabile disattivare il circuito AGC (controllo automatico del guadagno).
I risultati raggiungibili, a patto che si pianifichino osservazioni continue per un periodo di tempo sufficientemente lungo (programmando "ascolti" e registrazioni regolari dei segnali presenti in banda), sono molto incoraggianti, come dimostrano numerose esperienze di appassionati che hanno saputo ricavare notevoli ed interessanti quantità di dati sui fenomeni in studio.

Radio galassia

Suggestiva immagine radio del centro della nostra galassia, alla lunghezza d'onda di 90 cm, ripresa con il radiointerferometro VLA di Socorro (NRAO - Nuovo Messico - USA). Fare click sull'immagine per ingrandirla.


Sistema ricevente HF per Giove

Esempio schematico che illustra la struttura di un sistema ricevente adatto alla registrazione dei radiodisturbi sporadici di Giove e del Sole nella banda di frequenze HF (decametriche). Fare click sull'immagine per ingrandirla.

Regsitrazione radio della galassia

Registrazione di prova (al transito) dell'emissione radio associata al centro della nostra galassia effettuata alla frequenza di 26 MHz da Salvatore Pluchino (dalla Sicilia) con il ricevitore a sintonia continua HF_RadioAstroLab (descritto nel primo dei seguenti articoli e mostrato nella foto seguente), equipaggiato con un’antenna Yagi puntata al transito ad un’inclinazione di 45° sull’orizzonte (fare click sull'immagine per ingrandirla). 

Ricevitore HF a sintonia continua

Il programma di acquisizione automatica utilizzato è RADIOmetrica (descritto nella pagina dei tools software) e la scheda di acquisizione è un’interfaccia equipaggiata con ADC a 12 bit che sarà presentata a breve sulle pagine dei prodotti offerti da RadioAstroLab.
Anche in questa registrazione, come è tipico quando si effettuano osservazioni nella banda di frequenze intorno a 26 MHz, sono visibili i picchi relativi alle interferenze (RFI) con altre stazioni radio commerciali e radioamatoriali. Tali disturbi non hanno impedito, comunque, di evidenziare il profilo del transito della radiosorgente (si tratta dell’emissione complessiva associata al centro della nostra galassia). 


Progetti & Approfondimenti


HF_RadioAstroLab: ricevitore a sintonia continua da 145 KHz a 30 MHz [doc .PDF].

Si tratta di un ricevitore sintonia continua in grado di operare in un ampio intervallo di frequenze: da circa 145 kHz fino a 30 MHz. L'apparato e' stato progettato per applicazioni radioastronomiche sulle frequenze inferiori dello spettro radio, in particolare per lo studio della radiazione decametrica di Giove e del Sole, per la registrazione della radiazione proveniente dal centro della nostra galassia e per il monitoraggio permanente dei disturbi ionosferici.

Semplici note costruttive per antenne Yagi-Uda [doc .PDF].

Sono riassunte alcune semplici indicazioni utili per progettare e costruire antenne Yagi-Uda per le bande HF, VHF e UHF. Ho utilizzato tali informazioni per la costruzione di un sistema di antenna a basso costo da accoppiare al ricevitore HF_RadioAstroLab per lo studio dei burst radio solari e di Giove alle frequenze decametriche.


La "giostra" e le osservazioni
di Jansky...

Jansky progettò e costruì un sistema di antenna ad array di loop quadrate (la famosa "giostra" visibile nella foto a sinistra) dotato di ragionevoli caratteristiche direzionali e fisicamente orientabile in azimut in modo da determinare la direzione di arrivo delle interferenze.

Il ricevitore, operante alla frequenza di 20.5 MHz con larghezza di banda pari a 1 kHz, garantiva, oltre che buona sensibilità, anche sufficiente stabilità, minimizzando le fluttuazioni e le derive a lungo termine del guadagno o del livello di zero di riferimento dello stadio finale di misura (Jansky utilizzò un tempo di integrazione pari a 13 secondi per il segnale rivelato). Grazie a tali caratteristiche (tipiche dei radiometri) lo strumento fu in grado di evidenziare la radiazione cosmica proveniente dal centro della galassia (regione celeste del Sagittario) rispetto al rumore di fondo.

Nonostante la relativa semplicità degli apparati (era l’epoca dei tubi elettronici), Jansky riuscì a rivelare le emissioni del centro galattico grazie all'ottimizzazione dei parametri di sistema (sensibilità, stabilità ed adozione di una lunga costante di tempo di integrazione del segnale d'uscita), e grazie all'elevata intensità e alle notevoli dimensioni angolari della radiazione galattica in quella banda di frequenze (la temperatura di brillanza associata al centro galattico, alla frequenza di 20 MHz, è pari a circa 200000 K). 

Il sistema radio Giove - Io

In seguito saranno brevemente descritti i meccanismi all'origine delle potenti radioemissioni decametriche del sistema Giove-Io. Si forniranno dettagli sulla struttura basilare di una semplice, ma efficiente, stazione ricevente HF adatta a monitorare e registrare tali eventi. Tale attività rappresenta un ottimo punto di partenza per acquisire esperienza e dimestichezza con le osservazioni radioastronomiche e le problematiche legate alla registrazione e all'interpretazione dei dati.

Uno dei pianeti più interessanti per studi radioastronomici amatoriali è Giove.

La maggior parte della radiazione emessa dal sistema planetario gioviano è molto più intensa, alle frequenze decametriche, rispetto a quella che potrebbe essere spiegata da semplici meccanismi termici ed è caratterizzata da polarizzazione ellittica e circolare. In questo caso intervengono meccanismi di radiazione differenti da quello termico, simili a quelli che hanno luogo nelle galassie: si tratta di emissione di sincrotrone prodotta da particelle cariche (elettroni e ioni) accelerate dalle linee di forza a spirale del campo magnetico del pianeta.

La componente termica della radiazione di Giove è, d’altra parte, misurabile senza troppe difficoltà utilizzando buoni strumenti dilettantistici (caratterizzati da sufficiente area efficace) funzionanti nella regione delle microonde.

Nel 1955, durante una survey del cielo alla frequenza di 22 MHz, B. Burke e K. Franklin registrarono un intenso e fluttuante rumore proveniente dalla declinazione +22 gradi che durò diversi giorni. La posizione della radiosorgente coincideva con quella di Giove, ed ulteriori osservazioni confermarono che questo pianeta era in grado di emettere un'intensa e sporadica radiazione elettromagnetica nella gamma delle onde decametriche (HF), caratterizzata da polarizzazione circolare o ellittica.
La temperatura equivalente di corpo nero dell'emissione risultava dell'ordine di milioni di gradi kelvin, troppo elevata per essere di origine termica (la radiazione termica è, inoltre, non polarizzata). La componente termica della radiazione di Giove è stata misurata nel 1956 alla frequenza di 10 GHz, mostrando una temperatura equivalente di 140 K.