Il problema non banale dell'interpretazione dei dati

La buona riuscita della maggior parte degli esperimenti radioastronomici, insieme con la capacità di produrre risultati scientificamente interessanti e ben documentati, è condizionata dalle concrete possibilità di collaborazione fra gruppi di appassionati: è ben noto, per chi conosce ed apprezza il metodo sperimentale scientifico, come siano indispensabili diverse ed indipendenti conferme sulle osservazioni relative ad un fenomeno ritenuto insolito od interessante. Tali conferme strumentali si basano sull'analisi delle eventuali correlazioni fra i dati osservati prodotti da sperimentatori indipendenti che "guardano" contemporaneamente l'evento.

E' molto importante che i ricercatori partecipanti all'esperimento utilizzino una strumentazione adeguata al fenomeno da osservare, con caratteristiche tecniche simili e prestazioni che, pur nella loro eventuale diversità, siano utili per confermare la registrazione del fenomeno e la sua corretta interpretazione.
Solo in questo modo si può essere certi di aver "catturato" e registrato un evento particolare.
Quando confermata da più osservatori indipendenti, l'analisi del fenomeno può finalmente essere pubblicata e resa nota agli istituti di ricerca ufficiali: essi riscontreranno e riconosceranno la correttezza, l'affidabilità e l'utilità del metodo di lavoro adottato dai dilettanti.

La corretta interprestazione dei dati acquisiti rappresenta uno degli aspetti più delicati e complessi della ricerca radioastronomica, in particolare di quella amatoriale, data l'esiguità dei mezzi tecnici a disposizione e la non sempre "collaudata" esperienza degli sperimentatori. Sono ben note, ad esempio a chi si occupa della ricezione di fenomeni naturali nelle bande ELF-VLF, oppure della registrazione dei bursts radio (nella banda decametrica) di Giove o del Sole, le difficoltà nel distinguere i segnali prodotti dai fenomeni in studio (che ci si attende o si spera di osservare) da quelli generati da disturbi e rumori elettromagnetici locali che affliggono le osservazioni caratterizzate da un livello molto spinto di sensibilità strumentale.

In questi casi, emblematici sulle difficoltà che si incontrano nella ricerca radioastronomica amatoriale, è utile disporre di una "rete" di osservatori localizzati anche a notevole distanza fra loro (ricezione in diversità di spazio) dotati di apparecchiature riceventi simili che effettuano un monitoraggio continuo dello stesso fenomeno, con i quali è possibile confrontare i dati e verificare eventuali correlazioni fra questi: le interferenze locali saranno presenti solo in una delle registrazioni, mentre l'evento astronomico lascerà traccia (più o meno evidente) in tutte.



Quali sono le reali possibilità di ricerca dilettantistica in radioastronomia?

Ha senso parlare di radioastronomia amatoriale?
Sono ipotizzabili esperienze interessanti anche per il dilettante in un settore complesso e specializzato come questo?

Esperimenti di radioastronomia amatoriale

La radioastronomia amatoriale presenta qualche ostacolo e difficoltà di natura tecnica, dato che, generalmente, non sono disponibili commercialmente gli strumenti: occorre costruire la strumentazione in proprio.
E' una disciplina che richiede un minimo di conoscenze in settori paralleli quali: fisica ed astrofisica (conoscenze teoriche di base), astronomia (conoscenze teoriche di base), elettronica (costruzione degli strumenti), meccanica (costruzione degli strumenti), informatica (acquisizione ed elaborazione dei dati).
Per ottenere i migliori risultati è auspicabile impostare l'attività nello stile del lavoro di gruppo.
Visitando le imponenti e complesse strutture della ricerca radioastronomica ufficiale appare evidente l'elevato livello di competenza e di specializzazione dei ricercatori, insieme ai costi "astronomici" delle strutture indispensabili per gareggiare con successo nella competizione scientifica.
Ciò può facilmente scoraggiare i modesti progetti a carattere amatoriale se non sono ben chiari i limiti raggiungibili e gli obiettivi del lavoro.
 
Laboratorio di RadioAstroLab
La foto mostra un tipico esempio di realizzazione amatoriale: si tratta delle prove di laboratorio eseguite su un prototipo di ricevitore total-power a microonde (radiometro a larga banda).

Per verificare la sensibilità del sistema ricevente e la correttezza dei valori di calibrazione della scala della risposta in uscita, è stata progettata e costruita (grazie alla disponibilità e all'abilità dell'ing. Domenico Caliendo) una piccola antenna di prova horn tronco-piramidale di guadagno noto. L'antenna è stata applicata alla flangia d'ingresso WR75 di un tipico LNAC commerciale utilizzato per la ricezione TV-SAT nella banda 10.7-11.8 GHz.
Con questo front-end, montato su un cavalletto fotografico, si è misurata la radiazione solare, la radiazione del terreno e quella del "cielo freddo", utilizzando i valori ottenuti come verifica per la calibrazione della scala radiometrica.
L'antenna è stata disegnata, tagliata ed assemblata (con notevole abilità manuale) utilizzando comune lamiera di rame per grondaie, successivamente saldata a stagno.
Le giunzioni sono state ritoccate con carta abrasiva per eliminare le imperfezioni della saldatura e l'antenna è stata trattata con vernice trasparente per esterni.

Attività di radioastronomia amatoriale
(fare click sull'immagine per ingrandirla)

Come ci si accosta alla radioastronomia:

- Conoscenza teorica dei principi di base
- Approccio corretto all'attività dilettantistica
- Conoscere bene gli strumenti e gli impianti
- Individuare le possibilità concrete di ricerca.


Nella precedente tabella sono elencati (senza la pretesa di essere esaustivi, ma solo indicativi) alcuni progetti realizzabili a livello di radioastronomia amatoriale, evidenziando le caratteristiche di complessità di ciascuno. I progetti sono elencati in ordine di complessità (e costi) crescenti, anche se i commenti devono essere intesi come puramente indicativi, in larga misura dipendenti dall'abilita' e dalle capacità organizzative dei singoli sperimentatori.

Quali frequenze operative scegliere
per la radioastronomia amatoriale?

Come si vede dagli argomenti elencati nel sommario, sono utilizzabili differenti bande di frequenze per la ricerca radioastronomica: quale scegliere? La questione può apparire inizialmente difficile per chi desidera occuparsi seriamente di radioastronomia. Sono diversi i fattori da considerare e si dovrà necessariamente ripiegare su scelte di compromesso.


Un primo passo può essere quello di stabilire a quali frequenze sono più intense le radiosorgenti che interessa studiare (variazione spettrale dei meccanismi di emissione), quindi valutare l'intensità della radiazione in funzione della frequenza), avere un'idea sulla risoluzione strumentale richiesta per l'osservazione e stimare l'effettiva disponibilità dello spettro radio nella prevista zona di installazione (problema delle interferenze naturali ed artificiali). Conoscere come varia l'intesità della radioemissione proveniente dalle radiosorgenti cosmiche in funzione della frequenza assume particolare importanza: i due principali meccanismi di radiazione sono quello termico e l'emissione di sincrotrone (salvo alcuni casi speciali e particolari che non rientrano in queste categorie).
Il meccanismo di irradiazione termica è caratterizzato dal fatto che l'energia emessa dalla sorgente aumenta all'aumentare della frequenza: ciò significa che tale processo prevale alle alte frequenze.
Il Sole, la sorgente più calda e vicina, emette una quantità molto piccola di radiazione termica nella banda VHF (trascurando le componenti impulsive molto intense in questa regione dello spettro dovute a meccanismi di altra natura), emissione che aumenta in intensità all'aumentare della frequenza: tale comportamento conferma la natura termica della radiazione dominante quando il Sole è "calmo".
Anche la radiazione termica della Luna è misurabile (grazie alla sua vicinanza) solo in banda SHF: sono in genere relativamente poche le radiosorgenti "termiche" accessibili agli strumenti amatoriali, tutte, comunque, "visibili" solo con antenne caratterizzate da area efficace abbastanza grande.

La maggioranza delle radiosorgenti cosmiche emette secondo il meccanismo di radiazione per sincrotrone dovuto alle forti accelerazioni subite dagli elettroni in moto relativistico immersi in un intenso campo magnetico.
Tale radiazione predomina alle basse frequenze, all'estremità inferiore dello spettro radio, diminuendo rapidamente in intensità all'aumentare della frequenza. Diverse radiosorgenti che emettono abbastanza intensamente nelle bande VHF e UHF appaiono relativamente "silenziose" e difficilmente rivelabili con strumenti amatoriali se osservate a frequenze di qualche GHz.

Un aspetto delicato è la questione della risoluzione strumentale, che riguarda la capacità del sistema nel "distinguere" (o risolvere) due oggetti celesti spazialmente vicini. Per un'antenna di assegnate dimensioni (area efficace) tale capacità aumenta con la frequenza: maggiore è l'area efficace dell'antenna, più stretto è il suo fascio di ricezione e maggiore è la sua capacità di risolvere particolari angolari dettagliati della zona di cielo osservata.
E' possibile incrementare il potere risolutivo di un radioelescopio aumentando l'area efficace del sistema d'antenna, aumentando la sua frequenza operativa ed utilizzando tecniche interferometriche. Tutto ciò ha un costo e richiede un impegno proporzionale alle prestazioni richieste.

Problema, non ultimo per importanza, è quello di trovare una "fettina" sufficientemente ampia di spettro radio disponibile per le osservazioni nella località scelta per l'installazione del sito radioastronomico.
Se il livello di interferenza e' elevato, può diventare dominante il criterio di scelta della frequenza operativa che minimizza l'interferenza stessa.
E' indispensabile analizzare lo spettro disponile utilizzando uno scanner, un analizzatore di spettro o un ricevitore sintonizzabile in un ampio intervallo di frequenze: una volta individuata una zona "pulita" è opportuno effettuare un monitoraggio su tali frequenze 24 ore su 24 per verificarne l'effettiva utilizzabilità durante tutto l'arco della giornata.
Dall'esperienza si è visto che le zone urbane sono quasi sempre inutilizzabili per osservazioni radioastronomiche, dato che è quasi impossibile individuare una pur piccola porzione dello spettro libera da interferenze, eccetto, forse, la regione delle microonde (banda SHF).

Progetti & Approfondimenti

La nascita e lo sviluppo della radioastronomia [doc .PDF].

Breve sintesi sulle tappe storiche della radioastronomia.

Radioastronomia dilettantistica: principi di base [doc .PDF].

Sono illustrati i principi e le metodologie di lavoro proprie della radioastronomia, in particolare quella amatoriale, evidenziando le osservazioni che si rendono possibili ad un gruppo di appassionati.
Si descrivono le attrezzature necessarie per condurre con successo una nutrita serie di esperimenti relativamente economici se confrontati con il costo medio delle attrezzature necessarie per attivita' amatoriali parallele.

Frequenze riservate alla radioastronomia [doc .PDF].

Un elenco di frequenze riservate alla ricerca radioastronomica ed associate alle linee spettrali di fondamentale interesse astrofisico.

Sistemi di riferimento utilizzati in astronomia e radioastronomia [doc .PDF].

Una breve carrellata sui principali sistemi di riferimento utilizzati in astronomia ed in radioastronomia.



Alcune proposte di ricerca...

Studio dei fenomeni elettromagnetici naturali nella parte inferiore dello spettro radio (bande ULF, ELF, VLF):
- Rivelazione dei fenomeni meteoritici
- Attività di monitoraggio "Radio Natura" (prog. Ispire NASA)
- Correlazione con i fenomeni sismici (precursori)
- Monitoraggio dei disturbi ionosferici legati all'attività solare.

Studio delle "tempeste radio" del Sole e di Giove in banda HF (collegamenti con il progetto RadioJove della NASA).
Interessanti correlazioni con le fluttuazioni del campo magnetico terrestre.

Programma SIDs AAVSO (monitoraggio dei brillamenti solari osservando stazioni VLF commerciali nella banda 10-40 KHz).

Attività di METEOR SCATTER (rivelazione degli echi delle tracce ionizzate da meteoriti).

Attività di ricerca SETI amatoriale (ad es. progetto BAMBI - USA) in banda SHF (rete di osservatori ciascuno dotato di piccoli strumenti).

Dettagli sui precedenti programmi sono reperibili nella pagina dei collegamenti ad altri siti interessanti.


Quali bande di frequenza?

Banda ELF-VLF: non sono ricevibili le radiazioni esterne in quanto schermate dalla ionosfera, ma si possono programmare studi molto interessanti per rivelare l'attività meteorica (fenomeni di ionizzazione dell'atmosfera terrestre indotta da eventi astronomici).
Interessanti correlazioni con le ricerche su "Radio Natura".
Gli strumenti di lavoro sono molto economici, semplici da costruire e da installare.


Banda HF: si effettuano ricezioni non troppo lontane dal limite inferiore dello spettro radio. Studio delle tempeste radio del Sole e di Giove, studio della radiazione galattica.
In questa banda di frequenze sono particolarmente intense le radiosorgenti non termiche.
I ricevitori non sono troppo complicati da costruire, ma i sistemi d'antenna sono molto ingombranti e caratterizzati da modesta direttività.


Banda VHF: sarà relativamente semplice la ricezione del centro galattico, di Cassiopeia A e di Cygnus A.
Installando un buon sistema d'antenna accoppiato con un ricevitore abbastanza sensibile si potranno rivelare le pulsar più potenti che, a causa del loro meccanismo di emissione, presentano un massimo di emissione proprio in banda VHF. Questa e' una ricerca abbastanza difficile.
Ricevitori relativamente complessi e sistemi d'antenna accessibili.
Possibilità di interessanti interventi di modifica su apparati provenienti da mercato radioamatoriale e/o surpuls, su kit di ricevitori proposti da riviste di elettronica hobbistica e da case produttrici di kit elettronici.
Possibilità di utilizzo di moduli sintonizzatori TV commerciali (per esperti di elettronica).


Banda UHF: in tale banda, molto utilizzata dalla ricerca ufficiale (soprattutto negli anni 60 e 70), le radiosorgenti accessibili ai dilettanti non sono particolarmente intense.
I ricevitori sono relativamente complessi mentre i sistemi d'antenna sono relativemente accessibili. E' possibile utilizzare materiale TV di recupero (tuner ed antenne a basso costo).


Banda SHF: in questa banda di frequenze (microonde) è molto importante la componente termica della radiazione cosmica e, utilizzando strumenti non troppo complicati, è relativamente semplice la ricezione del Sole, della Luna e di altre radiosorgenti.
La diffusione di mercato della ricezione SAT-TV, GPS e della telefonia cellulare ha reso disponibili, a prezzi molto vantaggiosi, componenti elettronici e moduli adatti alla costruzione di efficienti radiometri a microonde.
Una grande varietà di antenne SHF è reperibile sul mercato.
Si possono sviluppare interessanti attività dilettantistiche di "esplorazione" radioastronomica spettrale del cielo, comprese ricerche SETI amatoriali.

Prototipo di radiometro SHF
Radiometro SHF
Prototipo di radiometro SHF a larga banda costruito "attorno" ad un modulo LNAC commerciale per TV-SAT, un modulo commerciale SAT-FINDER (comunemente utilizzato dagli installatori per facilitare il corretto puntamento delle antenne paraboliche per TV-SAT), seguito dallo stadio di amplificazione di post-rivelazione e da un sistema di acquisizione dati per PC (via porta RS232C) con ADC ad 8 bit.
Il sistema, particolarmente semplice ed economico, è stato realizzato con finalità didattiche, per dimostrare e verificare gli effetti misurabili della radiazione termica a microonde emessa da qualsiasi oggetto "caldo".

Un altro esempio di radiotelescopio didattico funzionante nella banda 10-12 GHz che utilizza componenti commerciali TV-SAT è descritto in questo documento.
Particolari interni di un radiometro SHF