Esperimenti amatoriali
La foto seguente mostra il primo prototipo di ricevitore SHF realizzato dall'autore, utilizzato per il monitoraggio della radiazione solare, descritto nel documento "Un sensibile radiometro per la banda SHF".

La stazione è equipaggiata con un'antenna piatta quadrata ad array di fessure comprendente l'LNA e la possibilità di cambiare la polarizzazione di ricezione (orizzontale o verticale).
Il sistema (funzionante come radiometro) è stato installato in una località periferica cittadina ed è collegato ad un PC portatile che visualizza e registra il livello del segnale rivelato in funzione del tempo. Alle liste di dati delle registrazioni (comprendenti due colonne di 615 campioni ciascuna, dove ogni riga è composta dall'informazione oraria e dal valore del campione ricevuto) sono state aggiunte alcune informazioni di servizio riguardanti il nome del file, la data di inizio osservazione ed il numero di campioni mediati per ottenere ogni dato significativo (tempo di integrazione del segnale).
Il primo ricevitore SHF
La stazione ricevente ha funzionato grazie alla preziosa collaborazione del Dr. Piergiorgio Bastianoni, fisico ed astronomo che ha seguito da vicino le procedure di test e di calibrazione dell'impianto.

Stabilità dei ricevitori radioastronomici total-power


Calibrazione del ricevitore
Il segnale all’uscita di un radiometro é direttamente proporzionale alla potenza associata alla radiazione incidente mediata entro la banda passante dello strumento, quindi alla temperatura di brillanza della regione di cielo “vista” dal fascio d’antenna. Il radiometro si comporta come un termometro che misura la temperatura equivalente di rumore dello scenario celeste osservato.
Se l’antenna è puntata verso una regione di cielo sereno ed asciutto dove sono assenti radiosorgenti (la cosiddetta atmosfera chiara, con assorbimento atmosferico trascurabile), si misura una temperatura equivalente di rumore molto bassa (riconducibile alla radiazione fossile a 3 K), generalmente dell’ordine di 6-10 K (il cielo freddo), che corrisponde alla minima temperatura rilevabile dallo strumento e tiene conto delle perdite strumentali. Anche considerando minimi contributi dovuti a piccole radiosorgenti e al rumore dell’atmosfera, se il puntamento dell’antenna si mantiene ad almeno 15° sopra l’orizzonte e lontano dal Sole, si può ipotizzare una temperatura equivalente di rumore d’antenna fra qualche grado e poche decine di gradi (in quest’ultimo caso dovuta principalmente ai lobi secondari).
Puntando l’antenna sul terreno, la temperatura sale a valori dell’ordine di 300 K (circa 273 K + la temperatura ambiente), se é interessato tutto il fascio di ricezione dell’antenna.
Quando una tipica antenna per TV-SAT (ampiezza del fascio dell’ordine di 2°-3°) è puntata sul Sole (dimensione apparente di circa 0.5° e caratterizzato, alla frequenza di 11 GHz, da una temperatura di rumore circa uguale a quella superficiale di 6000 K), il sistema “vede” una sorgente con temperatura dell’ordine di 396 K. La radiazione del fondo cosmico “diluisce” la potente radiazione del Sole (si passa dal valore 6000 K al valore, nettamente inferiore, di 396 K) se il fascio d’antenna è ampio al punto di raccogliere un significativo contributo di radiazione esterna (con brillanza molto inferiore). La radiazione di fondo, captata in buona percentuale dalla corona più esterna del lobo d’antenna, diminuisce l’ampiezza del segnale ricevuto come se questo provenisse da una sorgente con temperatura nettamente inferiore a quella reale.

Analoga situazione si verifica se fra il “cielo freddo” e l’osservatore si localizzano formazioni nuvolose (idrometeore in generale) variabili in composizione, spessore ed altezza dal suolo, caratterizzate da una temperatura equivalente di rumore ampiamente variabile fra 200 K e 260 K. A queste frequenze operative può diventare importante il contributo disturbante della troposfera con le sue fluttuazioni ed irregolarità: è interessante osservare come eventuali idrometeore “viste” dall’antenna siano in grado di mascherare la radiazione cosmica del cielo freddo comportandosi come sorgenti diffuse ed irregolari caratterizzate da temperatura superiore rispetto al fondo (si vedano le figure seguenti che illustrano il contributo della troposfera terrestre alle osservazioni radioastronomiche in banda SHF).
Tale peculiarità è largamente utilizzata in applicazioni di meteorologia (frequenze operative intorno a 22 GHz), dove sensibili radiometri a microonde “guardano” la Terra da satelliti artificiali localizzando e misurando la temperatura equivalente di rumore delle idrometeore e delle nubi di gas e/o vapori inquinanti.

Temperature di rumore d'antenna

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Il grafico sopra mostra l’intervallo dinamico (espresso in temperature equivalenti di rumore) delle osservazioni possibili con un tipico ricevitore total-power amatoriale (ad esempio RAL10).


Registrando il livello della traccia radiometrica corrispondente al puntamento dell’antenna in una regione del cielo “fredda” (libera da radiosorgenti, in atmosfera chiara, alla quale corrisponde una temperatura equivalente pari a circa 10K) e, successivamente, registrando il livello corrispondente al puntamento dell’antenna verso il terreno (temperatura di rumore equivalente dell’ordine di 290-300K), si ottiene la verifica del corretto funzionamento del sistema ricevente ed una prima calibrazione (approssimata) dello strumento.

Calibrare un radiotelescopio total-power significa creare una corrispondenza univoca e ben definita fra i livelli di tensione relativi misurati all’uscita dello strumento e la scala delle temperature equivalenti di rumore espresse in gradi K.
Calibrazione RAL10

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L'immagine evidenzia il tipico procedimento di verifica iniziale sul corretto funzionamento del radiotelescopio (largamente utilizzato in campo amatoriale), insieme ad una approssimativa calibrazione del sistema ricevente, utilizzando come radiosorgente di prova il Sole (componente termica della radiazione nella banda 10-12 GHz).



In questa banda di frequenze (SHF: Super High Frequency, da 3 GHz a 30 GHz) è importante il meccanismo di emissione termico delle radiosorgenti, collegato alla loro temperatura superficiale: in base alla legge di Planck tutti i corpi materiali irradiano, per effetto termico, più o meno efficientemente secondo la temperatura fisica e la capacità di assorbimento del corpo stesso.

Ricevitori Total-Power (radiometri) e
radiospettrometri a microonde
Prove di laboratorio in RadioAstroLab

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Esempi di realizzazioni amatoriali (e prove di laboratorio) di ricevitori total-power a microonde (radiometri SHF), operanti nell'intervallo di frequenze 10.7-11.8 GHz, completi di sistema automatico per l'acquisizione dei dati tramite PC.
Nello schermo del computer si vede la traccia lasciata dalla radiazione termica solare durante una prova di ricezione.

Test di un radiometro SHF

Radiazione cosmica di fondo a microonde
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Curva di Planck di emissione di un corpo nero alla temperatura di 2.735 K. Per lunghezze d'onda superiori a circa 300 mm è dominante la radiazione galattica diffusa tipo sincrotrone, mentre a lunghezze d'onda inferiori a circa 30 mm è dominante l'emissione atmosferica.
I punti neri rappresentano le osservazioni della radiazione fossile fatte da terra (fra 300 e 30 mm di lunghezza d'onda), da razzi e da satelliti.
Si vede come i punti si adattino alla curva teorica del corpo nero a 2.735 K ad eccezione delle osservazioni dell'esperimento Berkeley-Nagoya (comunque non confermate dal satellite COBE) (illustrazione tratta da "L'universo alle soglie del duemila" di M. Hack - Superbur saggi).



La componente termica della radiazione solare a microonde

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Nelle immagini sono mostrate alcune registrazioni total-power relative al transito del disco solare sul fascio d'antenna di un radiometro SHF dilettantistico.


Si tratta delle registrazioni della radiazione termica del Sole alla frequenza di 10 GHz (particolare del transito del disco solare sul fascio di antenna). La componente termica solare in banda X, relativamente stabile, può essere utilizzata come segnale di prima calibrazione dell'impianto ricevente, oppure per determinare le caratteristiche del sistema di antenna (diagramma di ricezione in potenza).
Particolarmente interessante è il monitoraggio dell'emissione solare in banda X (realizzabile, ad esempio, con il ricevitore RAL10 accoppiato ad un piccolo ed economico sistema di antenna per TV-SAT del diametro di 80 - 150 cm, purchè provvisto di motorizzazione per l'inseguimento automatico).

L'emissione radio solare è essenzialmente scomponibile in due componenti: la radiazione termica del "Sole quieto" e quella del "Sole disturbato", associata ad eventi peculiari e transitori nel disco (macchie, eruzioni...).
Per frequenze operative intorno a 10 GHz la componente più importante è quella termica, anche se, sporadicamente e sovrapposti ad essa, si registrano picchi di emissione dovuti alle radio-tempeste solari associate alle macchie, ancora registrabili in banda X e facilmente distinguibili (si veda la figura seguente). Come è noto, la stabile componente termica della radiazione è associata alla temperatura fisica della corona e corrisponde, nel caso delle registrazioni mostrate, alla traccia gaussiana dovuta al transito del disco entro il fascio di ricezione dell'antenna puntata verso il meridiano.
Molto spesso, in corrispondenza dei centri di attività sul disco solare, si registrano picchi di radioemissione sporadici sovrapposti alla componente termica stazionaria: è di grande interesse scientifico, molto istruttivo e alla portata del radioastronomo dilettante (oltre che di scuole od istituzioni scientifiche educative), monitorare la variabilità temporanea delle radioemissioni solari in banda X correlabili con i corrispondenti fenomeni ottici (flares).

Il Sole nella banda radio delle microonde

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Osservare la Luna
Nell'immagine seguente si vede una registrazione del transito lunare effettuata con il sistema RAL10 ed un’antenna parabolica per TV-SAT da 1.5 metri di diametro (cortesia sig. M. Mallardi).

La radiazione termica della Luna è ben visibile con il nostro radiotelescopio: la sua emissione è conseguenza del fatto che l’oggetto emette approssimativamente come un corpo nero caratterizzato da una temperatura dell’ordine di 300 K. Se nel visibile l’emissione della Luna è quasi esclusivamente conseguenza della luce riflessa del Sole, nella banda delle microonde si registra un’emissione dovuta alla temperatura propria dell’oggetto, ben superiore allo zero assoluto, che spicca rispetto al cielo “freddo”.

Registrazione del transito della Luna in banda SHF

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Progetti & Approfondimenti


Analisi di un ricevitore radioastronomico total-power [doc .PDF].

E' presentata un'analisi sul funzionamento di un ricevitore total-power a microonde, in particolare nella banda 10-12 GHz. Pur di validità generale, il documento si propone di confrontare i risultati teorici che emergono dall'analisi con quelli pratici delle osservazioni, con particolare attenzione alla verifica delle reali possibilità osservative del sistema RAL10 Microwave Radiometer di RadioAstroLab quando equipaggiato con antenne commerciali provenienti dal mercato TV-SAT.

RAL10 Microwave Radiometer con software RADIOmetrica

Questo ricevitore total-power è lo strumento ideale per tutti gli appassionati di radioastronomia, per i gruppi di astrofili, per le scuole: collegato alla porta seriale RS232 di un computer, grazie al software RADIOmetrica, consente l'acquisizione automatica, 24 ore su 24, dei valori di potenza associati alla radiazione elettromagnetica captata dallo scenario "visto" dal sistema di antenna.
L'utilizzo di componenti commerciali per la ricezione TV-SAT semplifica l'installazione ed ottimizza l'economia del sistema: collegando uno qualsiasi dei convertitori LNAC (10.7-11.8 GHz / 950-2050 MHz) completo di antenna a riflettore parabolico, distribuiti a basso prezzo in tutti i supermercati dell'elettronica, è possibile attivare un semplice e versatile radiotelescopio.

Un sensibile radiometro per la banda SHF (10-12 GHz) [doc .PDF].

Si propone la costruzione di un sensibile radiometro in banda SHF dotato di interfaccia di acquisizione dati attraverso la porta parallela del PC. Lo strumento, economicamente conveniente e relativamente semplice da costruire, utilizza un sintonizzatore commerciale per ricevitori TV-SAT e può essere calibrato per effettuare precise misure radiometriche, oltre che per iniziare monitoraggi SETI a livello amatoriale.

Registrazioni di prova con il radiometro SHF [doc .PDF].

Alcune registrazioni di prova effettuate con il radiometro SHF (10-12 GHz).

Indispensabili operazioni di calibrazione e riduzione dati per radiotelescopi dilettantistici funzionanti nella banda SHF [doc .PDF].

Determinazione sperimentale del Power Pattern di un'antenna radioastronomica. Stima della temperatura equivalente di rumore d'antenna e calibrazione dei dati in uscita al ricevitore.


Radiazione del fondo cosmico
a microonde
Negli anni '60, R. Wilson e A. Penzias, due ingegneri della Bell Telephone Co. impegnati nello studio delle cause di rumore che disturbavano le prime trasmissioni radiotelevisive via satellite, lavorando alla frequenza di 4.08 GHz con una grossa antenna a corno (apertura di 6.2 metri), scoprirono la presenza di una radiazione imprevista: effettuando una scansione in tutte le direzioni dello spazio si registrava un rumore di fondo abbastanza costante (equivalente alla temperatura assoluta di circa 2.7 K) indipendente dalla direzione di puntamento dell'antenna e dall'ora di osservazione.
La scoperta è di notevole importanza cosmologica: l'isotropia della radiazione di fondo (che riempie uniformemente tutto lo spazio) sembra essere il residuo fossile causato dalla successiva espansione della radiazione che permeava l'universo nei suoi primissimi istanti di vita, come prevede la teoria cosmologica del "Big Bang".
Successivamente, tramite il satellite Cosmic Background Explorer (COBE) e diversi esperimenti condotti da razzi, da palloni-sonda e da terra, sono state programmate numerose verifiche per determinare con precisione il valore della radiazione di fondo, confermando la caratteristica proprietà dell'isotropia ed il fatto che il suo spettro è molto simile a quello di un corpo nero in equilibro termico alla temperatura di 2.735 K (si veda la figura mostrata sotto).

Finestra radio a microonde
Nella figura seguente è riportata la cosiddetta "finestra radio a microonde", dalla quale si vede come la regione di frequenze comprese fra circa 1 GHz e 10 GHz sia quella caratterizzata dal minore rumore di fondo, quindi particolarmente adatta alla realizzazione di piccoli radiotelescopi amatoriali in banda SHF.

Finestra radio a microonde
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Il contributo della troposfera
Quando si opera a frequenze superiori a 10 GHz può diventare importante il contributo disturbante della troposfera con le sue fluttuazioni ed irregolarità: è interessante osservare come eventuali idrometeore “viste” dall’antenna, soprattutto se é impostato un elevato valore di guadagno per l’amplificatore di post-rivelazione, siano in grado di mascherare la radiazione cosmica del cielo freddo comportandosi come sorgenti diffuse ed irregolari, caratterizzate da temperatura superiore rispetto al fondo.

Le registrazioni mostrate in basso evidenziano bene questi fenomeni: se fra il “cielo freddo” e l’osservatore si localizzano formazioni nuvolose (idrometeore in generale) variabili in composizione, spessore ed altezza dal suolo, il radiotelescopio “vede” uno scenario caratterizzato da una temperatura equivalente di rumore ampiamente variabile fra 200 K e 260 K, ben superiore a quella di fondo del “cielo freddo”.

Disturbi della troposfera in banda SHF

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Si vede il contributo disturbante dell'attività meteorologica (troposfera) sulle osservazioni radioastronomiche effettuate a frequenze superiori a 10 GHz.
In basso è mostrato un esempio di registrazioni del transito lunare effettuato in giorni consecitivi caratterizzati da differenti condizioni "meteo", con cielo perturbato da formazioni nuvolose di varia entità.

Transiti lunari in banda SHF

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Esempi di realizzazioni amatoriali di elevato livello...
Esempio di ricevitore Total-Power di elevate prestazioni e stabilità: si tratta del prototipo di RAL11 Microwave Radiometer, evoluzione professionale del prodotto RAL10 Microwave Radiometer, in fase di valutazione e di test prima della commercializzazione (che avverrà a cura di RadioAstroLab).

L’apparecchio è caratterizzato da prestazioni di livello professionale, elevata sensibilità e stabilità, con sistema di acquisizione equipaggiato con ADC ad elevata risoluzione (16 bit) e catena amplificatrice di media frequenza con elevata dinamica e basso rumore.
Il sistema ricevente è termostabilizzato per garantire una deriva minima della misura radiometrica.

RAL11

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Nella figura seguente si vede il tracciato del transito (non al meridiano) della radiosorgente Taurus A (Crab Nebula, residuo di supernova) registrato al limite della sensibilità strumentale con il ricevitore RAL11 collegato ad un’antenna a riflettore parabolico con diametro di 1.5 metri.
Il flusso della radiosorgente, alla frequenza di 10 GHz, è pari a circa 500 Jy (si veda la tabella delle radiosorgenti in fondo alla pagina che descrive il ricevitore RAL10).

Taurus A

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La struttura di un ricevitore Total-Power a microonde
Struttura ricevitore total-power

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L'immagine in alto descrive, con un certo dettaglio, la struttura tipica di un radiotelescopio a microonde Total-Power (si fa riferimento al ricevitore RAL10 Microwave Radiometer di RadioAstroLab, ma i concetti possono essere facilmente generalizzati a dispositivi simili). Maggiori dettagli sono reperibili nel documento "Analisi di un radiotelescopio Total-Power".

Il più semplice ricevitore radioastronomico a microonde...
SatFinder radiotelescopio

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Lo schema illustra come costruire il più semplice ed economico radiotelescopio a microonde utilizzando componenti commerciali provenienti dal mercato della TV-SAT: antenna a riflettore parabolico completa di illuminatore e LNAC (o LNB), cavo coassiale di discesa, un SAT-FINDER commerciale ed il semplice circuito amplificatore-integratore di post-rivelazione proposto nella figura.
La visualizzazione del segnale può essere gestita con un normale tester analogico o, in maniera automatica, utilizzando all'uscita del ricevitore una scheda di acquisizione dati equipaggiata con adatto convertitore analogico-digitale (ADC) insieme al software di gestione.
Questo progetto, con finalità essenzialmente didattiche, è stato utilizzato dall'autore come esperimento di laboratorio di fisica presso numerose scuole ed istituti di formazione tecnica.